La mia città

Questo è un articolo-lettera che scrissi tempo fa sul forum di Bispensiero.it. Non so perchè, ma credo sia giusto che venga messa anche qui.Poi basta con i post paranoici perchè comincio a rompermi le palle. Sarà meglio creare una sezione “paranoia”.

Qual’è la mia città?
Io non so se voglio continuare a vivere qui, nella mia Palermo.
Ve la racconto, così come la vedo io adesso.
Palermo è una città che ti gela le vene. E che ti toglie il fiato.
Ti toglie il fiato, camminando per la spiaggia di Mondello, che brilla come una pietra di acqua marina incastonata su un pregiato legno color sabbia. Ti toglie il fiato, quando la vedi tutta insieme, salendo su Monte Pellegrino, dopo aver fatto visita alla Santuzza (non ci credo ai santi, ma in fin dei conti la Santuzza e un po come un’amica di casa, anche per i non credenti no??).
Ti toglie il fiato quando incontri il tizio che vende lo sfincione in Via bandiera… che con 1€ in fin dei conti te ne vai sazio e soddisfatto.
Ti toglie il fiato quando cammini per corso Vittorio Emanuele e vedi l’arte e la storia che ti passano davanti gli occhi e sotto le tue scarpe. A volte penso “cazzo, questa chiesa è qui da centinaia di anni….” oppure l’emozione di passare sotto porta nuova e pensare che da lì, da quello stesso spazio saranno passate miliardi di persone, proveniente dai 5 continenti. Re, Imperatori, Vincitori e Vinti di guerre di conquista.. insomma, sono passati tutti di lì.,
Ti toglie il fiato quando vedi Via Libertà illuminata a festa per le feste di Natale.
Ti toglie il fiato quando passi davanti il Teatro Massimo alle 7 di mattina, con la città che timidamente si sveglia e il sole nasce proprio davanti al teatro illuminandone l’epigrafe che il Basile volle incidere “L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparare l’avvenire”. Peccato che il Basile non saprà mai che il fulcro della teatralità Palermitana sarebbe rimasto chiuso per anni e anni sotto il dominio di amministrazioni che se ne contendevano le ristutturazioni e gli appalti.
Ti toglie il fiato quando la Santuzza il 15 di luglio arriva, come da 350 e passa anni, a liberarla dalla peste. Vengono i brividi quando viene invocata da una intera piazza festante al grido di “viva Palermo e Santa Rosalia” che tu sia credente o no.
Peccato non riesca a liberarci dal pizzo e dalla gente di merda che c’è dietro.
Peccato che Palermo, anche se riscaldata da un sole cocente tutto l’anno mi fa gelare il sangue nelle vene. Completamente gelato.
Mi fa gelare il sangue nelle vene, quando leggo sul giornale, che una persona viene uccisa a pugni davanti la stazione centrale per una schifossissima macchina ammaccata, e che nessuno ha visto niente. Mi fa gelare il sangue, quando leggo sul giornale che allo stadio una coppia di ragazzi si picchiano e vengono arrestati perchè volevano estorcere a dei ragazzi loro coetanei, la cifra di 2€ per il parcheggio.
Mi fa gelare il sangue quando leggo di persone che vengono pagate, sotto contratto, 1€ l’ora.
Mi fa gelare il sangue, quando cammino per la strada da solo, e mi chiedono se ho 20€ da prestare.
Mi fa gelare il sangue, perchè la mafia arriva dentro gli stadi, e lancia messaggi al premier criticando l’attuazione del 41/bis, il carcere duro per i condannati di mafia.
Mi fa gelare il sangue, perchè quando penso a cosa voglio fare nella mia vita penso ad una edicola, e quando penso ad un’edicola penso alla mafia che mi chiede il pizzo.. Penso all’intimidazione, al giogo insopportabile, che ha ucciso animi nobili, cuori generosi e pugni coraggiosi. Penso alla solitudine portata dalla paura.
Mi gela il sangue quando ascolto le parole di Libero Grassi, e vedo la storia che mi dice che è stato lasciato solo, da uno Stato che non esiste, nella sua tradizionale accezione, ma solo in quella di complice e colluso e che è presente solo per fotterti quel 35% minimo di tasse previdenziali che non rivedrai mai, e che certe volte ti fanno preferire rinunciare ai tuoi diritti e comprare un po più di pane per la tua famiglia o alzare il tenore di vita di tuo figlio, affinchè abbia ciò che tu non hai avuto.
Mi gela il sangue quando vedo le persone che litigano fuori dalle discoteche, che picchiano ignari ragazzini per divertimento. Mi fa gelare il sangue quando vedo migliaia di persone al funerale di Don Pino, ma poi nessuno si ribella alla mentalità che lo ha ucciso.
Mi fa piangere, quando penso che qui il sole spunta solo per gli amici.
Comincio a pensare storto.
Comincio a sentire troppo freddo.

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